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Franchising Miror

Un innovativo format di negozi di ottica che “non è un format”, cambiando stili e atmosfere di volta in volta sulla base delle caratteristiche della location e delle specificità della clientela locale.

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Diritto d'ingresso
40.000 €
Investimento

Miror Franchising Ottica

Di solito, l’affiliazione prevede, tra i fattori chiave, la replicabilità del format ovunque. Una regola che Luca Sacilotto, 51 anni, fondatore di Nova Optical, ha deciso di trasgredire puntando a creare punti vendita sempre diversi, ispirati di volta in volta alle specificità culturali, territoriali e, perché no, commerciali delle location coinvolte.

Laureato in Economia e commercio, ha alle spalle dell’attuale veste di imprenditore una lunga carriera nel top management di importanti aziende nell’ambito della Gdo e dell’ottica ed è lui stesso a spiegarci le ragioni di questa scelta così particolare.

Ci farebbe una fotografia del mercato dell’ottica in Italia e del suo potenziale?

«Dobbiamo valutare il contesto da due punti di vista, industriale e commerciale.

Nel primo assistiamo alla polarizzazione su pochi player della produzione di montature e lenti oftalmiche (vedi fusione Essilor/Luxottica), che sta determinando un appiattimento della proposta.

Dal punto di vista commerciale, semplificando, ci sono due grandi attori: le catene e gli ottici indipendenti.

Le grandi catene sono in crescita, perché grazie alla loro forza finanziaria “comprano” quote di mercato, acquisendo negozi e praticando politiche commerciali improntate principalmente sulla convenienza e sulla promozionalità.

Effetti collaterali di questa strategia sono la poca distintività e la difficoltà a fidelizzare i clienti.

Abbiamo poi gli ottici indipendenti, molti dei quali non hanno saputo adeguarsi e ora soffrono la concorrenza delle catene.

Ce ne sono altri però che prosperano grazie alla perfetta conoscenza dei loro clienti, alla continua ricerca e a un livello di servizio eccellente.

Nel suo insieme il mercato in Italia è da considerarsi nella sua fase matura, ma rappresenta ancora un business molto interessante per via di fattori come le marginalità (che sono rimaste molto elevate), l’impatto ancora relativamente basso dell’e-commerce, la modifica delle attitudini di consumo per alcuni gruppi di fruitori che considerano gli occhiali veri e propri accessori».

Come si differenzia il format rispetto agli attuali player presenti sul mercato?

«Il nostro vero punto di forza in realtà è quello di non avere un format. Mi spiego meglio, le grandi aziende di retail hanno format che duplicano ovunque.

Questo genera efficienza, ma allo stesso tempo non coglie molte opportunità, perché i clienti di location diverse hanno sicuramente esigenze diverse.

Noi facciamo l’opposto, creiamo format sempre nuovi, pensati appositamente per i clienti che vogliamo intercettare in quella location.

Cambiamo lo stile del negozio (ispirandoci a ciò che la location ci propone), l’assortimento e i servizi.

Tutto cambia, ma con tre capisaldi sempre presenti:

  • Occhiali di qualità, selezionati tra brand mainstream per circa il 40% e designer indipendenti per il 45%. Il restante 15% è costituito da prodotti tailor made, tra cui quelli prodotti con la stampante 3D.
  • Tecnologie all’avanguardia e grande professionalità dei nostri ottici, che resta un elemento imprescindibile di questo business.
  • La creazione di una shopping experience memorabile, fatta di cortesia, tecnologia e tante sorprese che, anche grazie a collaborazioni con artisti e designer, offriamo ai nostri visitatori».

Quali sono le vostre strategie di sviluppo del brand?

«Attualmente abbiamo due negozi. Uno a Milano in piazza San Babila, elegante e neutro, ispirato a un cinema anni 50, pronto a ospitare le contaminazioni degli artisti che vi si alternano.

Uno spazio raffinato e poliedrico, sempre dinamico, come la città che lo ospita. L’altro è situato nel centro commerciale Esp, a Ravenna, la cui grande tradizione culturale ci ha ispirato un ambiente concepito come un’antica libreria, dove volumi antichi e occhiali si mischiano e creano un’atmosfera sorprendente.

Per quest’anno abbiamo già in cantiere altre 4 aperture di proprietà e altre 2 con partner.

Apriremo sia in centri commerciali sia in primari centri città.

Abbiamo sviluppato due insegne: Miror, per negozi da 80 a 150 mq, destinato ai centri commerciali e Unique, per i negozi oltre 200 mq, veri e propri concept store che sorgeranno nei più importanti centri storici».

Come si configura la vostra proposta di affiliazione?

«Il nostro progetto di affiliazione è dedicato sia a imprenditori di altri settori sia a ottici che sposano la nostra filosofia.

Come ho già spiegato, la nostra proposta si fonda sul creare progetti ogni volta diversi, che abbraccino le tante diversità del territorio italiano di cui ottici e imprenditori sono profondi conoscitori e quindi possono aiutarci a creare storie di successo.

Per noi l’affiliazione non ha quindi lo scopo di fare sell in, ma di investire assieme per creare dinamiche che si autoalimentino, mettendo a disposizione i nostri servizi, il nostro know-how e i nostri mezzi.

Proprio per questo motivo puntiamo a creare compartecipazioni, con percentuali variabili, con tutti gli imprenditori interessati. Non vogliamo fare business “su” di loro, vogliamo fare business “con loro”».

Che tipo di supporto è previsto per chi entra a far parte del network?

«Il nostro supporto è totale, ci occupiamo di tutti gli aspetti, dalla ricerca della location alla selezione del personale, dalla progettazione del negozio alla proposta di assortimento, dalla parte amministrativa alle attività di marketing, fino alla continua formazione degli staff.

Ovviamente, siamo sempre ricettivi al confronto con gli imprenditori che ci sposano. L’obiettivo alla fine è comune ed è quello di creare qualcosa di distintivo e di successo».

Quali sono i vostri obiettivi di sviluppo e a chi si rivolge la vostra proposta?

«Vogliamo crescere in maniera sana, senza forzature, aprendo solo in condizioni che secondo noi possono essere premianti.

La nostra proposta è aperta a tutti quelli che condividono la nostra idea, anche perché l’investimento è relativamente basso, si parla di un minimo di 40mila euro.

Abbiamo già individuato opportunità fantastiche che aspettano solo l’imprenditore giusto con cui collaborare per svilupparle».

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